Servono nuovi profili professionali? La risposta dei giovani

L’evento promosso da UNRAE il 23 maggio scorso a Bologna, con il patrocinio di Gm Edu, nell’ambito di Autopromotec 2019, aveva lo scopo di creare un incontro con i giovani per sondare e stimolare il loro interesse a lavorare nel settore dell’autotrasporto e – in particolare – in quello dell’assistenza tecnica ai veicoli. Si tratta di un ambito professionale moderno e tecnologicamente avanzato, le cuicondizioni non sono ben conosciute e correttamente percepite dall’opinione pubblica e nel quale c’è oggi una forte carenza di personale qualificato, forse proprio a causa di questi problemi di conoscenza e percezione.

Servono nuovi profili professionali? La risposta dei giovani

L’UNRAE ha quindi inteso non solo far conoscere le nuove condizioni di una occupazione tradizionale che si sta avviando verso un crescente standard qualitativo per quanto riguarda il posto di lavoro, ma anche presentare a tutti i potenziali interessati la possibilità di svolgere una professione qualificante e ben retribuita: si tratta di una scelta che offre non solo una prima occupazione all’uscita dalle scuole superiori, ma anche percorsi di formazione permanente e di carriera all’interno di aziende multinazionali all’avanguardia.

“Considerato anche il successo dell’evento – afferma Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE – adesso non dobbiamo lasciar cadere l’iniziativa, ma continuare a proporre innanzitutto un necessario cambiamento nell’approccio culturale che l’opinione pubblica ha, per inerzia, nei confronti del mestiere di meccanico, che oggi dovremmo più correttamente definire ‘tecnico specializzato in meccatronica’ oppure, con un neologismo molto significativo, ‘meccatronico’.

Giovani con le hanno idee più chiare di quel che si pensa

Con l’occasione dell’evento di Autopromotec, UNRAE ha voluto dare subito un’opportunità concreta ed immediata ai giovani presenti, chiedendo loro in tempo reale, con un questionario on line, di volersi candidare direttamente presso le proprie aziende associate. Vista la quantità delle adesioni, possiamo dire che è stata un’occasione importante anche per comprendere quali aspetti del settore possano avere maggiore appeal nei confronti dei giovani, e come quindi si possa rendere più appetibile la professione, accompagnandone l’evoluzione con un’informazione adeguata e programmi mirati di formazione.

Dalle risultanze del questionario, che ha riscosso un notevole successo, è emerso intanto particolare interesse per il settore dell’autoriparazione. Infatti, circa un terzo dei partecipanti all’evento ha completato il test e si è dimostrato interessato a lavorare come meccanico: il 90 per cento di coloro che hanno risposto dichiara un interesse ‘alto’ o ‘molto alto’ per questa professione presso un’officina dei marchi rappresentati dall’UNRAE (DAF, Isuzu, MAN, Mercedes-Benz Trucks, Nissan, Renault Trucks, Scania, Volvo Trucks). I ragazzi sembrano anche avere le idee piuttosto chiare, e non mirano ad un ‘posto qualunque’: quasi la metà di loro ha indicato un solo brand fra gli 8 disponibili, mentre solo il 7 per cento li ha indicati tutti indistintamente.

Crescita professionale e specializzazione prima di tutto

Si rileva che i partecipanti sono in prevalenza di sesso maschile (solo il 3 per cento le donne), hanno in media 18 anni di età, provengono da regioni del nord Italia, studiano presso istituti professionali e sono appassionati di meccatronica e motori, di questi, quasi un terzo di loro ha un cognome straniero, ma la nazionalità effettiva non è stata censita. È interessante evidenziare, inoltre, che la possibilità di indicare risposte multiple ha fatto emergere la voglia di questi ragazzi di mettersi in gioco in un settore che sanno essere in continua evoluzione tecnologica (oltre il 52 per cento), un’aspirazione tanto forte quanto quella di avere una opportunità lavorativa (circa il 54 per cento).

Infine, dall’indagine si evince l’altissima importanza (80 per cento) attribuita alla crescita professionale e alla specializzazione, seguita molto a distanza dal lavoro di gruppo (34 per cento) e dall’autonomia organizzativa (22 per cento). Colpisce invece, contro i molti luoghi comuni, la bassarilevanza assegnata alla distanza da casa (16 per cento) e ancor più bassa all’orario flessibile (solo l’8 per cento). L’UNRAE sta sviluppando questa iniziativa favorendo i contatti tra questi ragazzi e le proprie aziende associate oltre ad organizzare ulteriori eventi per estendere queste opportunità ad altri giovani che vogliano impegnarsi in questo settore che, come più volte dichiarato, fa registrare la mancanza di circa 5.000 addetti per i prossimi anni.

Servono nuovi profili professionali? La risposta dei giovani

2019-06-19T11:20:19+02:0015 Giugno 2019|Categorie: PRIMOPIANO|Tag: , , , , |