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Costruire il futuro. Eccola qui l’interpretazione secondo il costruttore svedese del tema-slogan del Tour 2016, messo in bella e colorata evidenza sui fianchi della cabina e su quelli della vasca alle sue spalle (da 20 metri cubi di capacità, con pianale in acciaio e sponda posteriore sollevabile).

Ha il volto del G 450 in versione mezzo d’opera a quattro assi, l’aspetto di una macchina che già a una prima rapida occhiata esprime robustezza e affidabilità, la personalità e l’appeal di chi può vantare una solida e radicata tradizione nel camion e in quel particolarissimo e -per quanto di nicchia- strategico settore che è il cava cantiere.

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Niente di speciale, verrebbe da dire. Perchè storia alla mano sono infatti tratti caratteristici costanti di ogni realizzazione del Grifone, indipendentemente dalla destinazione d’uso. E l’offroad svedese non fa eccezione.

Ma nel caso dell’8 per 4 del servizio -al di là delle qualità della meccanica- c’è tuttavia qualcosa da intendersi come valore aggiunto capace di fare la differenza. Se è vero infatti che la cabina ideale del cava è quella in cui si sale con la canna dell’acqua, allora il G 450 può tranquillamente candidarsi al ruolo di front-runner nel segmento.

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