Renault Master ZE. Dai che si può fare!

Lo avevamo già guidato (Vado e Torno n. 4/2019) vestito con l’abito scelto da Renault Trucks. A distanza di qualche mese, poco meno di un anno in verità, siamo nuovamente saliti a bordo del Renault Master ZE, sigla che identifica gli elettrici della Losanga, questa volta messo a disposizione da Renault auto. Sì, perchè la gamma Master al gran completo, compreso quindi le versioni zero emission, sono distribuite in Italia da entrambe le rispettive reti di vendita. Nella sua architettura e impostazione, l’elettrico è comunque identico nell’uno come nell’altro caso. Anche a livello di articolazione e disponibilità di gamma. Motore da 77,5 cv, due carrozzerie (furgone e autotelaio), tre lunghezze (5.048, 5.548, 6.198 mm) per altrettanti passi (3.182, 3.682, 4.332 mm), due altezze (2.307, 2.499 mm), volumetria di carico da 8 a 13 m3, portata da 975 a 1.128 chili (dunque, valori in linea col diesel grazie ai benefici normativi previsti per la tara).

Renault Master ZE

Renault Master ZE: ideale per la città e l’ultimo miglio

Non un esercizio di stile, quindi, bensì una vera e propria gamma, pur se al momento limitata al modello di 3,1 ton di peso. Detto questo, se del Renault Master ZE è finanche banale e scontato affermarne la predisposizione all’impiego in città, in particolare per quel che riguarda il trasporto e la distribuzione sull’ultimo miglio, non altrettanto è sottolinearne le doti che in termini di maneggevolezza guidabilità e stabilità in primis, l’elettrico della Losanga manifesta nelle diverse situazioni. A carico come a vuoto. In tutta evidenza, la soluzione individuata dai progettisti Renault di alloggiare il pacco batterie sull’avantreno, all’altezza dell’abitacolo, sotto il sedile del passeggero, oltre a salvaguardare la capacità del vano di carico in termini di volumetria disponibile, non ha determinato alcuna penalizzazione per ciò che riguarda il comportamento dinamico. Anche in termini di sicurezza. Non è cosa di poco conto.

Renault Master ZE

La meccanica

Qui non ci sono esagerazioni Impostazione e architettura in funzione della concretezza per il van zero emission di Renault. A nutrire di energia il motore elettrico (tipo sincrono R 75) da 77,5 cv e 22,9 chilogrammetri di coppia (tutta disponibile subito, naturalmente), prodotto nello stabilimento francese di Cléon, è un pacco batterie agli ioni di litio del peso di 255 chili (192 celle e 48 moduli). Un elemento, quest’ultimo, che rappresenta un vantaggio ma al tempo stesso anche un limite del Master Ze. Perchè è pur vero che le ridotte dimensioni, o per meglio dire la compattezza della struttura -la stessa già utilizzata per la furgonetta Kangoo- hanno permesso di alloggiare le batterie non sotto il pianale (come avviene per la concorrenza) bensì all’altezza dell’abitacolo, sotto la seduta dei passeggeri, salvaguardando in termini di volumetria lo stesso spazio riservato alle versioni diesel del Master, ma non c’è dubbio che la ridotta capacità delle stesse, 33 kilowattora, costituisca in un certo senso un freno per le prestazioni del van francese. Intendiamoci, 120 chilometri di autonomia prima della ricarica e una velocità di punta di 100 all’ora (85 con la consigliata modalità di marcia Eco inserita che limita la coppia e dunque il dispendio di energia) non costituiscono un impedimento all’operatività nel quotidiano. Certo è che non si tratta di valori da far strabuzzare gli occhi per un van di 3 ton.

Renault Master ZE

Strumentazione essenziale

Per tutto il resto il Renault Master ZE conferma le qualità già apprezzate sul diesel. Dalla meccanica concreta e affidabile (freni a disco con Abs, Esp e Asr, sospensioni con molle elicoidali sull’asse di trazione e balestra monolama posteriormente), all’organizzazione dell’abitacolo, essenziale a livello di strumentazione ma estremamente pratico nei contenuti: vani e scomparti in buon numero e c’è pure un tavolino ruotante nello schienale del sedile centrale.

2020-02-10T11:55:28+01:0010 Febbraio 2020|Categorie: PROVE|Tag: , , |

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