Raccolta latte col metano, Scania e il ‘Progetto Mantova’

Progetto Mantova

Sta tutto nelle parole di Franco Fenoglio, AD Scania, «da soli non si fa alcunché, ci vuole un ecosistema», quello che è stato definito, mercoledì 19 settembre nella sala consiliare del Consorzio Latterie Virgilio, il ‘Progetto Mantova’. Perché il Consorzio, unico in Italia a produrre due Dop come Grana Padano e Parmigiano Reggiano, con i progetti Life Dop e Life Ttgg controlla tutta la filiera dalla produzione del latte (allevamento) alla trasformazione per «arrivare a misurare la sostenibilità, perché noi impattiamo sull’ambiente molto meno degli altri, con un protocollo che sia anche una certificazione», ha spiegato Fausto Marchetti del Consorzio Latterie Virgilio. Ma nel processo, una parte importante la gioca anche il trasporto. «E allora, vogliamo inserire nella filiera anche la sostenibilità dei veicoli. Chiamiamolo Life 2.0 e diciamo che parte oggi».

Ecco allora la prima motrice tre assi per la raccolta latte realizzata sullo Scania 410 Lng. «Una sfida, assemblare la macchina perfetta, su un passo di 4.150 millimetri con un serbatoio da 160 chili che garantisce un’autonomia di 600 chilometri, quello che serviva, col 6 cilindri da 410 cavalli a metano liquido e il cambio Opticruise di quinta generazione che taglia del 45 per cento i tempi di innesto», ha spiegato Simone Martinelli di Scania. Sfida vinta anche grazie alla concessionaria Rangoni & Affini che copre Brescia, Mantova e Verona sin dal 1988.

Sostenibilità a 360 , il primo trasporto latte Lng in Italia e in Europa

Ma la sfida non si ferma. «Scania in vent’anni ha diminuito del 25 per cento i consumi. Il 20 settembre facciamo il Climate Day in cui 50 mila lavoratori Scania si fermano per un’ora a parlare di sostenibilità. Noi siamo parte del problema e vogliamo risolverlo. Ma il 40 per cento dei camion italiani viaggia a vuoto. Si deve lavorare anche sulla logistica e sulle infrastrutture. Oggi, presentiamo il primo trasporto latte Lng in Italia e in Europa. E la nuova frontiera sarà il biometano con cui si riducono del 90 per cento le emissioni di CO2», ha precisato Fenoglio. Gli fa eco Licia Balboni, Presidente di Federmetano: «Io rappresento i privati che hanno investito nei distributori di gas. Un’eccellenza italiana. Nel 215 avevamo quattro impianti Lng e oggi ce ne sono 54 più 36 in progetto. Tutto senza incentivi. Sono gli stessi impianti che un domani potranno distribuire il biometano. Ma la politica è ancora troppo sbilanciata sull’elettrico».

«Dobbiamo produrre un chilo di latte nel modo più sostenibile. Per questo abbiamo avviato il progetto della Borsa Liquami per la produzione di biogas», ha spiega Stefano Garimberti dell’Associazione Regionale Allevatori Lombardi. Ma, mette in guardia Gabriele Canali, Docente dell’Università Cattolica, «la sostenibilità è un discorso complesso. Se si guarda solo un aspetto si può finire in direzione contraria. E poi va pagata. Si devono sensibilizzare i consumatori e chiedere alla politica, e quindi ai contribuenti, scelte utili».

Raccolta latte col metano, Scania e il ‘Progetto Mantova’

Iscriviti alla Newsletter

* campo obbligatorio