Marebonus, l’aiuto appeso a un filo. Roma chiama, l’UE non risponde

Marebonus

Marebonus a rischio secondo Confitarma. Appeso com’è alla risposta di Bruxelles al quesito del Ministero dei Trasporti alla Commissione sulla parola ‘aiuto’ nella Decisione del 19 dicembre 2016, con cui la Commissione UE ha autorizzato l’incentivo.

L’interpretazione che fa la differenza

«Il Marebonus è rivolto al camion e gli armatori non ne devono beneficiare se non per compensare gli investimenti richiesti. Secondo logica, con 128 milioni di euro stanziati, gli armatori dovrebbero investire non meno di 38 milioni per un incentivo di 90 al camion (70 per cento del contributo), ricevendone 38 al massimo (30 per cento). Invece, secondo l’interpretazione letterale, più restrittiva, l’intero contributo ricevuto dalle compagnie di navigazione viene considerato aiuto e pertanto, perché 90 milioni di euro vadano al camion, si dovrebbero investire per migliorare i servizi esistenti 128 milioni di euro, ovvero l’intero Marebonus, recuperando al massimo 38 milioni. Se così fosse, resterebbero ben 90 milioni di investimenti che l’armamento dovrebbe sostenere per poter dare al camion l’incentivo», spiega Mario Mattioli, Presidente di Confitarma.

Così, il Ministero ha chiesto all’UE di potersi attenere all’interpretazione logica condivisa con Confitarma. Fino ad oggi senza risposta. Che dovrà dire se il Marebonus sarà efficace o se, invece, sarà uno strumento del tutto inapplicabile.

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