Leggi. Trasporti internazionali, se il semirimorchio è straniero

Trasporti internazionali

L’Agenzia delle Dogane ha affrontato recentemente un problema più volte segnalato dalle imprese, appartenenti a uno Stato dell’Unione europea, che con i loro veicoli devono agganciare in zona portuale semirimorchi arrivati in via mare da Stati non appartenenti all’UE e destinati in un altro Stato membro.

Cosa dice l’Agenzia delle Dogane sui Trasporti internazionali?  Facciamo chiarezza

A chiarire come fare, l’Agenzia ha provveduto con la circolare contenente le modalità da seguire. Il percorso di un semirimorchio, caricato in uno Stato non appartenente all’Unione europea e che sbarca in Italia per proseguire verso un altro Stato membro dell’UE, costituisce a tutti gli effetti un trasporto merci tra lo Stato extra UE e l’Italia. Quindi, può essere eseguito solo nel quadro dell’accordo bilaterale tra l’Italia e lo Stato di destinazione.

Per tale motivo il semirimorchio, per accedere al territorio italiano, deve essere accompagnato da una valida autorizzazione bilaterale dei contingenti scambiati tra l’Italia e il Paese terzo che legittimi l’ingresso del veicolo isolato, sulla quale sarà apposto dall’Autorità di controllo il timbro che testimonia l’utilizzo. La stessa autorizzazione dovrà accompagnare il semirimorchio durante il viaggio di ritorno, quando si trovi alla partenza dal porto italiano verso la sua destinazione in uno Stato extra UE.

I documenti necessari per viaggiare con semirimorchio straniero

In caso di controlli su strada del complesso veicolare deve essere esibita, a richiesta, la copia certificata conforme della licenza comunitaria rilasciata a nome del vettore che ha in regolare disponibilità il veicolo a motore e non anche l’autorizzazione bilaterale relativa all’ingresso e all’uscita del rimorchio o semirimorchio extra UE dal territorio italiano.

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