Il Tirolo riaccende lo scontro al valico del Brennero

valico del Brennero

La strettoia del Brennero diventa ancora più stretta, mettendo a rischio non solo l’autotrasporto ma, più in generale, l’export italiano, vale a dire l’unica parte che funziona a dovere della nostra economia. Dal 22 marzo scorso è infatti in vigore la norma introdotta dal Tirolo, appoggiato dal Governo austriaco, che prevede un numero massimo di 300 camion all’ora sull’autostrada dell’Inntal. E riguarda i tir provenienti dalla Germania e diretti verso sud. Solo da marzo a luglio questo avviene in ben 25 date, di cui dieci solo a maggio.

I timori della commissaria europea ai Trasporti

Per il Tirolo vale il diritto a proteggersi dalle conseguenze dell’aumento del traffico pesante sull’autostrada che collega la Germania con il Brennero. E, a quanto pare, sembra infischiarsene del chiaro avvertimento della commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, che in risposta a un’interrogazione promossa da Conftrasporto-Confcommercio aveva usato parole molto chiare: «La decisione di fissare un limite annuo al numero di autoveicoli pesanti autorizzati ad attraversare il Brennero potrebbe creare un significativo traffico di aggiramento. Ciò non solo desterebbe preoccupazioni dal punto di vista economico e ambientale, ma potrebbe anche violare la libertà di circolazione delle merci, in particolare se il trasporto ferroviario mancasse di capacità sufficiente».

Baumgartner protesta: misure ingiustificate!

Considerato che il trasporto ferroviario manca senza alcun dubbio della capacità di cui sopra, la misura adottata dal Tirolo è palesemente incompatibile con le norme europee. Primo a reagire con forza all’iniziativa unilaterale tirolese e austriaca è stato il Presidente di Anita, non a caso altoatesino, Thomas Baumgartner, che ha subito scritto al Ministro dei Trasporti (in sella fino all’insediamento del nuovo Governo) Graziano Delrio: «Da tempo Anita segnala le gravi ripercussioni economiche di atteggiamenti di ostacolo dell’export italiano, considerato che proprio attraverso i valichi alpini transita il 70 per cento dell’export nazionale e che la direttrice del Brennero è fondamentale per raggiungere i mercati di Austria, Germania e dei Paesi scandinavi. Si tratta di misure eccessivamente restrittive e ingiustificate, che non trovano alcun riscontro in altre regioni (in particolare l’Alto Adige-Südtirol e la Baviera) che perseguono simili obiettivi di protezione dell’ambiente ma con strumenti diversi, più proporzionati e compatibili con il principio Ue della libera circolazione delle merci».

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maggio 22nd, 2018|PRIMOPIANO|