Durante la Conferenza nazionale di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), organizzata a Catania il 27 gennaio per parlare di mobilità sostenibile, il Freight Leader Council (FLC), tramite la figura del suo presidente Massimo Marciani, ha ribadito la centralità che gli enti locali devono assumere nel processo di transizione verso la logistica sostenibile. Quella della sostenibilità è una tematica cara a FLC, la libera associazione privata e apartitica che riunisce aziende leader della filiera della logistica

“La politica, soprattutto quella locale, deve mettere gli operatori del settore in condizione di organizzarsi e fare investimenti green. Dobbiamo superare la babele di regolamenti di accesso nelle città e utilizzare il grande potenziale della digitalizzazione, solo così potremo realizzare modelli di governance che garantiscano il servizio ai cittadini e siano coerenti con i modelli operativi dei trasportatori” ha affermato il presidente FLC Marciani, proprio in riferimento ai cambiamenti epocali a cui le città stanno andando incontro.

FLC

Logistica dell’ultimo miglio: lo stato attuale secondo FLC

Per ora, purtroppo, gli oneri derivanti dai servizi di consegna, ormai sempre più personalizzati e rapidi, vengono scaricati quasi interamente sulle amministrazioni locali con la conseguenza che le norme atte a decarbonizzare il parco veicoli delle varie realtà e-commerce, non sono ancora sufficienti a garantire la sostenibilità del servizio di home e instant delivery. La cosiddetta logistica dell’ultimo miglio sta subendo continue trasformazioni strutturali, a causa della vertiginosa crescita del mercato online, settore la cui espansione non intende diminuire, anzi. Secondo i dati forniti da FLC, nella sola città di Roma, per esempio, per far fronte agli acquisti online, ogni giorno transitano circa 30 mila veicoli commerciali. Un flusso imponente che le amministrazioni locali devono necessariamente imparare a ottimizzare, in modo da favorire la condivisione delle infrastrutture e la riduzione della congestione.

“Una svolta digitale non è più rimandabile per contenere il consumo di suolo e di energia – ha concluso Marciani – obiettivo che deve essere coniugato con l’ottimizzazione delle risorse esistenti e la garanzia di un servizio di alto livello per il cliente finale. Occorre, con priorità assoluta, sviluppare e adottare in modo deciso sull’intero territorio nazionale un modello di governance sostenibile, con un sistema unico di riconoscimento del veicolo e del driver e con premialità coerenti in relazione alle reali emissioni”.

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