Dalla Cina a Vienna, in treno tutto d’un fiato

Dalla Cina a Vienna, in treno tutto d'un fiato

Tra Europa e Asia il traffico merci cresce a un ritmo superiore al 30 per cento annuo. Rdz (ferrovie russe) per il 2019 prevede 1.800 convogli intermodali tra lo scalo merci di Xian in Cina e Brest, al confine tra Bielorussia e Polonia, dove i container passano dai vagoni a scartamento russo a quelli europei. Container che dovrebbero passare dai 600 mila Teu (equivalenti dei container da 20 piedi) a non meno di due milioni.

Rdz (ferrovie russe) propone Vienna come nuova porta della Cina

Così, Rdz vuole investire 250 milioni di dollari per l’upgrade della linea Transmongolica, a rischio saturazione con i suoi 25 milioni di ton/anno di merci in transito. Poi, c’è il collo di bottiglia tra rete ferroviaria russa, con scartamento 1.520 millimetri, e europea con standard di 1.435 millimetri. Brest, infatti, è al limite e ampliarla è difficile.

Così, il Ceo di Rdz, Oleg Belozerov, ha fatto la proposta di far diventare Vienna la porta della Cina. Prolungando di circa 500 chilometri i binari della linea ferroviaria a scartamento russo che penetrava nell’ex Cecoslovacchia fino a Kosice, realizzata ai tempi dall’Armata Rossa a testimonianza delle mire della defunta Unione Sovietica. Linea che arriverebbe al nuovo centro intermodale da realizzare alle porte di Vienna, transitando anche da Bratislava.

Così niente operazioni di trasbordo, ma i militari alzano la mano

Obiettivo del progetto, portare rapidamente i treni da e per la Russia e l’Asia fino nel cuore dell’Ue, evitando le operazioni di trasbordo al confine. E proprio il fatto di essere una linea merci con scartamento ‘speciale’ metterebbe il collegamento al riparo dal rischio di interferenze con altri servizi ferroviari.

Progetto che da sempre non piace ai militari, Nato e Pentagono hanno infatti già storto il naso, visto che il diverso scartamento dei treni è da sempre una barriera che ostacola gli spostamenti rapidi di armi e truppe, ma che non dispiace affatto agli austriaci le cui ferrovie hanno segnato un più 4 per cento del traffico merci nel 2018.

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