Camion, a maggio il mercato torna in negativo (-15%). Finito il rimbalzo registrato dopo le riaperture
Ampiamente previsto da UNRAE, il calo di maggio non ha però intaccato l'andamento positivo dei primi cinque mesi che chiudono a +5,5% rispetto al 2019. Nel frattempo dall'associazione di categoria fioccano le critiche
Dopo mesi di ripresa speranzosa il mercato dei camion torna in rosso. Stando infatti alle stime del Centro Studi e Statistiche di UNRAE, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, a maggio 2021 il calo è stato del -15%, con 2.060 unità immatricolate contro le 2.423 del 2019 (il 2020 non è stato preso in considerazione poiché il confronto sarebbe risultato sfalsato a causa del crollo delle vendite causato dalle misure restrittive).
Tutti i segmenti di mercato tornano a calare, in particolar modo quello compreso tra le 3,5 ton e le 6 ton, che segna un allarmante -39,7%. Nonostante la doccia gelata, quelli del mercato dei camion sono dati purtroppo ampiamente previsti dalla stessa associazione di categoria, che già qualche mese fa aveva pronosticato un risultato del genere in assenza di decisi interventi sugli incentivi da parte delle istituzioni.
“Se non temessimo di fare del sarcasmo fuori luogo, potremmo commentare l’andamento di maggio con un semplice “finalmente!”. A rincarare la dose è Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE. “C’è voluto solo qualche mese – prosegue – per vedere purtroppo confermati i nostri timori: evaporati gli effetti del rimbalzo post pandemia, il mercato, lasciato a se stesso, comincia a denunciare tutta la sua fragilità, risentendo della caduta di attenzione da parte della politica, nonostante la retorica dei mesi scorsi che definiva il settore “strategico, se non eroico”.
Mercato camion, lo spettro del crollo delle vendite torna ad aleggiare
“Con tutti gli attestati di merito dati all’autotrasporto – commenta Starace – e dopo l’ammissione tardiva della sua funzione strategica per il nostro Paese, non ci aspettavamo che alla resa dei conti il comparto fosse dimenticato nel momento di stabilire la destinazione dei fondi europei o, in alternativa, di quelli italiani che il contributo europeo ha liberato”.
“Di fronte alla totale assenza di disposizioni a sostegno dell’autotrasporto e considerato che anche i benefici della Legge Sabatini sono al termine ci domandiamo come sia possibile parlare di transizione ecologica lasciandone l’intero costo sulle sole spalle della filiera. È necessario a questo punto che le scelte politiche siano tradotte in fatti concludenti, in linea con gli obiettivi che si dichiara di voler raggiungere e rispetto ad un parco circolante che continua a vantare il triste primato di essere tra i più obsoleti d’Europa, con oltre la metà dei veicoli ante Euro IV.”
“Questi – conclude Starace – sono i fatti, queste le aspettative di chi ogni giorno si impegna al fine di sostenere il comparto, queste le indicazioni del mercato che non possono essere ignorate se davvero si vuole ridare slancio e competitività al settore.”