Sul dumping sociale, in rivolta il fronte dell’Ovest

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Potrebbe essere un momento di svolta, se non una data storica, lo scorso 27 settembre per il mondo dell’autotrasporto Ue. Con una lettera indirizzata al commissario Ue per i trasporti Violeta Bulc, i ministri competenti di otto Paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Norvegia) hanno sollecitato Bruxelles a intervenire per «contrastare le pratiche abusive nell’autotrasporto merci» denunciando come «le società di copertura e le pratiche commerciali sleali sono sempre più frequenti».

Vero e proprio atto di accusa nel quale, senza puntare il dito sugli altri partner comunitari (ma basta guardare a est), i ministri dei Trasporti firmatari, Graziano Delrio in testa, parlano di «deliberato aggiramento delle norme comunitarie in vigore» e chiedono che la commissione Ue intervenga con urgenza per imporre quattro misure chiave. Per primo, il divieto di trascorrere in cabina la pausa lunga degli autisti, così da ostacolare il cabotaggio abusivo e la tratta degli autisti.

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novembre 8th, 2016|PRIMOPIANO|