Hybrid everywhere. A Toyota non bastano gli oltre otto milioni di auto ibride vendute. La strategie di diffusione dell’ibrido, mentre in Europa debutta la quarta generazione della Prius, si rivolgono ora ai camion pesanti.

Senza starci troppo a pensare, il primo costruttore di auto al mondo comincia dal mercato casalingo giapponese, dove Hino, il marchio di veicoli industriali del gruppo, ha già raccolto un discreto successo con i medio leggeri ibridi della serie 300 (arrivano sino a 19,5 ton), in gran parte mezzi a doppia cabina usati soprattutto dai servizi municipali

Al Tokio Motor Show svoltosi nell’ottobre 2015 ha invece debuttato la versione ibrida del Profia, il pesante top di gamma che, oltre a quelle del Giappone, dalla metà degli anni Duemila ha colonizzato le strade di Australia e Nuova Zelanda facendo concorrenza spietata ai marchi europei. Presentato in forma di motrice a quattro assi con allestimento frigorifero l’Hino Profia Hybrid garantisce livelli di emissioni molto bassi nella circolazione cittadina grazie al sistema frenante a recupero di energia che va a ricaricare i pacchi di batterie sistemati sotto il piano di carico.

Altra caratteristica interessante direttamente derivata dall’adozione della trazione ibrida, la realizzazione insieme allo specialista giapponese in apparati elettrici Denso di un impianto refrigerante full electric che nella marcia fuori città può attingere alle batterie di trazione del camion, ottimizzando gli assorbimenti di energia.

Il tutto risparmiando anche 150 chili di peso rispetto a un impianto frigo convenzionale. Peso in meno che serve anche a bilanciare quello delle batterie.