Poliziotti austriaci in assetto antisommossa in occasione della manifestazione promossa dai centri sociali e da 'Sinistra italiana' contro l'ipotizzata chiusura ai migranti del valico italo-austriaco del Brennero, Brennero, 24 Aprile 2016. ANSA/ ROBERTO TOMASI

Se lo sono chiesto in tanti. Per volere addirittura un muro, l’Austria quanti migranti ha visto passare dal Brennero? Paolo De Lillo, controllore pugliese emigrato in Alto Adige, intervistato da La Stampa, dice: «Viaggio sui treni otto ore al giorno. L’ultimo migrante l’ho incontrato in autunno, forse era novembre».

Sta tutta qui l’assurdità di quella che si potrebbe definire la battaglia del Brennero. I timori austriaci sono legati alla chiusura delle rotte balcaniche dell’immigrazione da una parte e al rischio crescita di quelle mediterranee dall’altra. Ma, per il momento, se il flusso da Grecia e Turchia si è fermato, al Brennero non si sono ancora affacciate le ventilate torme di disperati.

Allora? Una mossa preelettorale del governo austriaco per le presidenziali? Il tentativo, non riuscito, di tagliare la strada all’estrema destra da parte del cancelliere socialdemocratico (peraltro dimissionario) Werner Faymann? Sta di fatto che è stata avviata la posa delle fondamenta dei piloni per la barriera di 370 metri sulla conca del Brennero.

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