Tredici milioni di litri di olio lubrificante venduto come gasolio importato dalla Polonia tra settembre 2014 e novembre 2015, per un’evasione fiscale tra Iva e accise di oltre 11 milioni di euro. È il risultato di un’indagine della Guardia di finanza di Trani, l’operazione Varsavia, che ha impegnato 350 uomini in tutta Italia.

In sette sono finiti in carcere lo scorso 2 maggio, quattro campani e tre pugliesi, più altri sette agli arresti domiciliari, e sono otto i provvedimenti di obbligo di dimora. Sequestrate sedici società, 53 autoveicoli, 17 immobili e terreni oltre a numerosi conti correnti. E la polizia locale ha arrestato altre cinque persone in Polonia.

Associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione al pagamento delle accise sui prodotti energetici, truffa ai danni dello Stato, frode in commercio e emissione di fatture per operazioni inesistenti sono le accuse. Il tutto con l’aggravante della transnazionalità della condotta criminale, reati per i quali si rischia fino ad un massimo di 14 anni di reclusione.

L’olio lubrificante – che non è sottoposto all’accisa – aveva le stesse caratteristiche visive e energetiche del gasolio, ed era venduto come tale. Su due canali. Il primo extrarete, destinato a aziende che in questo modo eliminavano i costi dell’accisa. Il secondo utilizzava invece distributori stradali, attraverso società intermediarie appositamente create; in questo caso il prodotto era venduto allo stesso prezzo del gasolio, lucrando sul mancato versamento delle accise.

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