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Non vuole essere uno dei tanti, l’Arocs, nel senso che non si accontenta del proprio ruolo di protagonista della cava e del cantiere, ma vuole di più: essere ad esempio, un punto di riferimento del segmento dell’off road. I numeri non gli mancano. Non solo: Mercedes Arocs, elegante nei lineamenti e muscoloso il giusto a livello di cavalleria (476 i cavalli erogati dal sei cilindri di 12,8 litri OM 471 con common rail e turbo Vgt), aggiunge infatti una serie di segni distintivi che in un certo qual modo lo rendono unico nel panorama dei veicoli dediti al lavoro duro.

E non è tanto il caso del telaio, imbastito su longheroni ad alta resistenza (8 o 9 millimetri di spessore, 744 di larghezza), che pure rappresenta un elemento importante in termini di solidità e robustezza, o piuttosto dell’arretramento (di 60 millimetri) degli assali, sterzanti anteriori inclusi, a beneficio di una migliore ripartizione dei pesi.

Piuttosto, invece, della configurazione del veicolo con cabina Classic Space M, quella cioè con i fianchi stretti (2.300 millimetri), che abbinata al sistema di servoassistenza elettronica dello sterzo con funzione attiva di ritorno di quest’ultimo, consegna al pesante da cava della Stella una straordinaria agilità e maneggevolezza, particolarmente apprezzabili laddove gli spazi di manovra risultano sacrificati.

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