Salari minimi: MA NON SI IMPARA NIENTE DALLA BREXIT?

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Per capire l’importanza della battaglia sui salari minimi per gli autisti stranieri, che vede opposte Francia e Germania alla Commissione Ue, si deve partire dalla Brexit. In particolare dal sondaggio condotto, tra le aziende associate, dalla Road haulage association.

I padroncini inglesi temono la concorrenza Secondo la maggiore associazione di autotrasporto inglese, fra le piccole e medie imprese il 62 per cento ha votato per la ‘leave’. Non un fatto sorprendente, se si pensa che su 290 mila autisti di veicoli pesanti, ben 60 mila sono di altri paesi Ue (la maggior parte dell’Est).

Di fronte a un evento come la Brexit, buon senso vorrebbe che le autorità di Bruxelles si fermassero a riflettere su quegli elementi di malessere che sono presenti non solo nel Regno Unito, ma in tanti paesi dell’Unione, anche in tema di autotrasporto.

Ma a giudicare da quel che sta accadendo proprio in tema di salario minimo per gli autisti stranieri, non sembra che l’atteggiamento delle istituzioni europee stia cambiando. Dal primo luglio in Francia è entrata in vigore la legge che impone il salario minimo locale anche gli autisti stranieri che lì operano, a meno che non stiano solo attraversando il Paese.

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settembre 6th, 2016|PRIMOPIANO|