Aveva ragione Marc Coma, neo direttore tecnico della Dakar, nel sostenere tenacemente la tesi di una corsa divisa in due parti: la prima, veloce e sostanzialmente aperta a tutti, e una seconda parte, all’indomani della giornata di riposo, dove sarebbero prevalse navigazione e senso tattico. È così è stato. Rimandate al mittente le critiche piovute da più parti sulla facilità di un percorso disegnato –si è detto- in funzione delle caratteristiche della Peugeot a due ruote motrici, quindi privo di quelle difficoltà che della Dakar hanno contribuito a farne un’icona, la corsa è entrata nel vivo ritrovando almeno in parte lo spirito originale del più difficile dei rally raid.

Ieri, poi, ci si è messo anche il caldo. Temperature ben oltre i 40 gradi hanno messo a dura prova la resistenza dei piloti nella tappa che prevedeva le temutissime dune di Fiambala. Al punto che esattamente come per moto e auto, anche la speciale dei camion è stata neutralizzata al CP 2. Impossibile continuare oltre garantendo un accettabile standard di sicurezza. Chi da questa decisione è uscito penalizzato è proprio il vincitore di tappa e leader della graduatoria provvisoria, Gerard De Rooy. Il pilota olandese del Team Petronas, già al CP 1 aveva infatti accumulato un importante vantaggio sui diretti rivali. Con i Kamaz in evidente difficoltà e i Man incapaci di mantenere il ritmo dell’Iveco Powerstar di testa, il margine avrebbe dunque potuto essere ancora più ampio se la speciale fosse continuata per tutti i 285 chilometri previsti.

La classifica, ha assunto tuttavia una fisionomia ben precisa, con De Rooy che a questo punto potrebbe anche limitarsi a controllare gli avversari gestendo la quasi mezz’ora di vantaggio sul Kamaz di Nikolaev, badando soprattutto a non rischiare. Toccherà infatti all’armata russa mettere da parte ogni calcolo e spingere al massimo nel tentativo di colmare il gap. Il terreno per imprese e ribaltoni, peraltro, non manca. Le quattro tappe che restano da disputare a partire da quella odierna (Belén-La Rioja, 278 km) prima del podio finale a Rosario, nascondono insidie a ogni metro. Le sorprese, insomma, sono ancora possibili.

LA CLASSIFICA GENERALE (dopo 10 tappe):

1. De Rooy (Iveco); 2. Nikolaev (Kamaz) a 27’12”; 3. Villagra (Iveco) a 41’24”; 4. Versluis (Man) a 44’; 5. Van Genugten (Iveco) a 45’02”; 6. Mardeev (Kamaz) a 51’49.