sangottardo

Non lascia dubbi il risultato del referendum popolare in Svizzera del 28 febbraio: il 57 per cento dei votanti ha detto sì al raddoppio della galleria stradale del San Gottardo lungo l’autostrada Chiasso-Basilea. E nei cantoni interessati i sì hanno sfiorato il 70 per cento. Ottima notizia non solo per Svizzera e Canton Ticino, ma per l’intero comparto logistico dell’Italia settentrionale.

In caso di vittoria del no al raddoppio, c’erano in vista scenari davvero preoccupanti. A 35 anni dalla sua inaugurazione, infatti, la galleria lunga 17 chilometri dimostra segni di invecchiamento, oltre a limiti strutturali (prima di tutto in larghezza) che dopo gli incidenti del 2001 hanno costretto a limitare il traffi co con lunghi incolonnamenti di camion in attesa.

Ma per risanarla, al più tardi tra il 2020 e il 2025, la galleria avrebbe dovuto restare chiusa per almeno a tre anni. Periodo in cui si sarebbe voluto trasferire su rotaia tutto il traffico passeggeri e merci. Allestendo agli imbocchi del tunnel, Erstfeld e Bodio, due stazioni di interscambio strada-ferrovia con non meno di otto binari. Di fatto, l’isolamento stradale del Canton Ticino, ma soprattutto della Pianura Padana, con l’inevitabile ‘bomba di traffi co’ sul già congestionato asse del Brennero.

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